Oppure

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17/12 7:33
Thejuster
Buongiorno ragazzi ho una domanda.
Un mio amico raccoglie macchinari da rottamare aziendali. E molti di questi hanno dei plc funzionali che vonogo abbandonati o buttati.
Ne ho preso uno ed è funzionante.
E della Mitsubishi.

Mi sorge una domanda.
Per poter iniziare a sperimentare il ladder o qualcosina su questi plc c'è bisogno di qualche software particolare?
O va bene winproladder?

Hanno qualche protezione che può impedire il caricamento di nuovi programmi o posso andare tranquillamente?
mire.forumfree.it/ - Mire Engine
17/12 16:58
TheDarkJuster
Premetto che non ho familiarità con i PLC.
I microcontrollori hanno dei fuse che se bruciati inibiscono la riprogrammazione e penso che per i PLC sia lo stesso. Bisogna vedere se chi lo ha programmato l'ha fatto. Mi sa che l'unica è provare.
aaa
17/12 19:22
Thejuster
Grazie juster.
Spero che non hanno bruciato appositamente quei fusibili.
Anche perché non sò nemmeno dove dovrei guardare.

per il software va bene?
ho sperimentato piccole cose su un simulatore e sembra abbastanza facile da capire.
almeno per quanto riguarda l'input ed output di tensione.

mentre per la lettura dei dati, o motori non ho la più pallida idea di come leggere valori etc. :rotfl:

vabbe almeno in questa prossima quarantena non mi annoierò
mire.forumfree.it/ - Mire Engine
05/01 8:50
Lucios
Ho letto solo ora quindi forse hai già risolto, comunque:
ogni PLC ha il suo ambiente di sviluppo. Per Mitsubishi puoi cominciare guardando qui it3a.mitsubishielectric.com/fa/it/products/cnt/plceng/items/
Non sono un esperto di Mitsubishi in particolare ma mi pare di ricordare che dipenda anche dal modello.
I "fuse" non c'entrano nulla, almeno sui PLC moderni.
Naturalmente per imparare a "fare cose" con i PLC bisognerebbe avere una preparazione, almeno di base.
Sono macchine pensate per l'automazione e poco hanno a che fare con la programmazione tradizionale o con i microcontrollori. Non esiste uno standard di fatto anche se si sta cercando di imporre degli standard tipo CODESYS.
05/01 11:03
AldoBaldo
So che è una domanda campata in aria, però leggendo m'è venuta una curiosità su questi "PLC" (per farvi un'idea, ho dovuto cercare il significato della sigla con un motore di ricerca, da tanto ne so)... Le centraline che infestano le auto, le motociclette e perfino le biciclette (!) di oggigiorno rientrano in questa categoria? Anche quelle che controllano, che so, le "sospensioni intelligenti" (finché non si guastano, poi ti schianti) o certi sistemi di frenatura o di controllo dell'assetto o... insomma, il punto dovrebbe essere chiaro.
ATTENZIONE! Sono un hobbista e l'affidabilità delle mie conoscenze informatiche è molto limitata. Non prendere come esempio il codice che scrivo, perché non ho alcuna formazione accademica e rischieresti di apprendere pratiche controproducenti.
05/01 12:34
Lucios
Domanda più che legittima per chi non è del mestiere ;)

Le centraline per auto, ecc. sono soluzioni embedded molto verticali e pensate per il compito assegnato, non si possono prettamente definire PLC.

I PLC (o controllori logici programmabili) sono delle apparecchiature industriali "general purpose", pensati cioè per "far funzionare" macchine industriali nei più disparati settori: manufacturing, alimentare, chimico, petrolifero, ecc. ecc.

Facciamo un excursus storico:
Una volta se aprivi un armadio elettrico qualsiasi (ad es. di una macchina per confezionare tortellini) ti trovavi di fronte ad una marea di relè cablati in modo di svolgere il compito; in seguito i relè sono stati sostituiti nell'ordine: da circuiti a transistor, da schede integrate TTL e/o CMOS, da schede gestite a microprocessore però dedicate allo scopo, programmabili il più delle volte in Assembly e con i programmi compilati memorizzati in EPROM.

Tutti i suddetti sistemi avevano il problema che ad ogni modifica di funzionamento, piccola o grande che sia, dovevi andare a modificare l'hardware (a parte le schede a microprocessore che però ti obbligavano a cancellare e reincidere le EPROM).

I PLC sono nati sull'onda della rivoluzione informatica e ti consentono di gestire delle periferiche (non intese come stampanti) ma come segnali di ingresso (pulsanti, interruttori, ecc.), segnali di uscita (elettrovalvole, motori, ecc.), e di implementare una logica di funzionamento semplicemente modificando del software. Una grossa rivoluzione!

In realtà si tratta sempre di elaboratori che però devono rispettare imperativamente almeno i 2 requisiti seguenti:
1- Essere perfettamente a norme industriali (insensibili ad interferenze elettromagnetiche, disturbi, ecc.)
2- Ma soprattutto gestire un real-time "reale", scusa il gioco di parole...
Un PLC deve eseguire il programma in esecuzione in un intervallo di tempo ben definito e costante perchè ad es. se alla pressione di un pulsante devi azionare una valvola che apre un flusso in un tubo e la devi arrestare dopo 250 msec o nell'attimo esatto in cui interviene un livello, devi essere sicuro che ciò accada.

Per fare ciò la quasi totalità dei PLC usa hardware dedicati e sistemi operativi appositamente pensati per questo.
Ci sono anche PLC che usano particolari distribuzioni Linux con un kernel modificato per gestire il real-time ma sono pochi.

In genere, ma non è sempre così, il S.O. di un PLC ha una o più task cicliche che girano in un tempo discreto ed il programmatore installa all'interno di esse il programma utente.

Ma la cosa più "bastarda" è che nel corso degli anni ogni produttore di PLC è andato per la sua strada, per cui ad oggi non esiste uno standard "de facto" tra i vari modelli, e gli ambienti di sviluppo di conseguenza sono tipicamente proprietari.

I linguaggi di programmazione sono molteplici anche se ultimamente molti si stanno uniformando allo standard IEC 61131 (lascio a te l'onere di andarlo a consultare,soprattutto se soffri d'insonnia...) che prevede i seguenti 5 linguaggi:
- Ladder
- SFC
- IL
- Function Block Diagram
- Structured Text




Ultima modifica effettuata da Lucios 05/01 13:02
05/01 12:38
Lucios
Dimenticavo...
le apparecchiature al di fuori dell'ambito industriale che più si possono assimilare ai PLC sono quelle destinate alla domotica, giusto per darti un'idea.
05/01 12:53
AldoBaldo
Anche se stendo un velo pietoso sulla mia comprensione di certi particolari che hai spiegato, credo di aver compreso le linee generali (diciamo "divulgative";) della tua risposta. Tra l'altro, ti ringrazio in modo particolare per il tempo che hai dedicato a prepararla -- francamente mi aspettavo giusto un accenno, e sarei già stato soddisfatto così.

Il fatto che esistano ancora apparecchiature non standardizzate (anzi, a naso direi che si tratta della maggior parte, e il fenomeno non riguarda certo solo l'elettronica) mi infastidisce parecchio, anche perché temo che le ragioni siano in massima parte di carattere speculativo. Se solo potessi essere io il dittatore del mondo... :k:
ATTENZIONE! Sono un hobbista e l'affidabilità delle mie conoscenze informatiche è molto limitata. Non prendere come esempio il codice che scrivo, perché non ho alcuna formazione accademica e rischieresti di apprendere pratiche controproducenti.